Roma
14 ottobre 2002 ore 13.00: il
più antico ristorante della capitale, le cui fondamenta risalgono
al 1400 d.C., riapre dopo 3 anni di lavoro per restauri.
La palazzina medievale, di proprietà del Comune, ubicata tra
Piazza Navona ed il Tevere, è stata completamente ristrutturata
con l’impegno esclusivo di Gualtiero Marchesi e di Vincenzo
Nicastro.
L’opera di restauro, sotto l’attenta supervisione della
Sovrintendenza ai Beni Culturale del Comune di Roma, è stata
progettata e diretta dall’Arch. Francesco Giuliano che per l’arredo
ha scelto Poltrona Frau considerandone l’unicità, la
qualità e il design del prodotto.
L’Hostaria dell’Orso si sviluppa su 3 piani, il piano-bar
quindi l’ampio ristorante, con il gran loggiato che si affaccia
sul Tevere; completamente ripensata la discoteca all’ultimo
piano, con una delle viste più belle di Roma:
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complesso
strutturale e ricettivo che ben si presta alla organizzazione di
eventi e privèe particolarmente prestigiosi.
All’Hostaria dell’Orso Gualtiero Marchesi presenta la
sua filosofia di cucina, da i piatti storici: “riso oro e
zafferano”, “raviolo aperto”, “filetto alla
Rossini secondo Gualtiero Marchesi”, ad una raffinata rivisitazione
della cucina romana.
Il ristorante si suddivide in cinque sale di diversa forma e ambientazione
capaci di accogliere fino a 100 persone.
Dopo aver aperto nel 2001 il ristorante al Lotti di Parigi, accanto
a Place Vendôme, locale che ha riscosso un notevole successo
di critica e di pubblico, L’Hostaria dell’Orso rappresenta
un nuovo passo importante per la diffusione nel mondo della filosofia
della cucina del Maestro
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